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giovedì 31 gennaio 2013
domenica 27 gennaio 2013
shape memory
nel plico nel /
agito nel /
rinchiusi senza
e nessuno reato
accesso rin-
/ non / toccano
ancora gli sciogli-lingue:
/ lagergulaglaogai / sos
e se e se
in tre giorni e senza
dire
(al solito: è) nulla
muore / chino e: si rivede
*
fa come se fosse: sua / a caso
sequestro delle scarpe / se
questo: (è)
valore: scambio / uso
togli: toglie / è
uovo: uomo / uoto
(reso) fertile (è) spazio
se fanno paura se fin-
anche per non muoverle
armi / sfoci: i forni i famosi.
b t w b h (come si ricorda?) / f.t. 2011
a s.
le dette in
maggio, da Tauber,
ripeti: a ogni estremità del corridoio.
ripeti: a ogni
estremità del corridoio
c’era un dentista. ripeti: c’era un
dentista
che strappava
dai corpi. ripeti:
che strappava dai corpi
i denti d’oro. – e queste
in
questo, tenère, e le altre;
viale con coppie,
sopra; con molte lu
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f.t.
h.
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come si ricorda?,
nel malintendere,
poesia
sabato 26 gennaio 2013
giovedì 24 gennaio 2013
da: piccolo breviario dell'automazione / andrea leonessa
ESODO
DELLA CORRENTE
I
Nessun
oceano nel darsi al fuoco
pacatamente
come – ed è mosso da una mano
come
reale s’approssima al volto, riceve
un
feedback dall'acqua + che altro
un
return0. In alta tensione, 30.000 AC#
la
carne è percorsa dall'Apparizione.
Oltre
la tensione nominale, quidni
al
valore rispondente all'isolamento
la
carne incorre nella dislessia, nell’estasi
od
altre difficoltà d’apprendimento;
nell’abolizione
dell’alternanza, ora
questo
è il nostro nome per sempre.
#AC
è una convenzione, un artificio
per
convertire la tensione, per fare corpo
della
paralisi solo la misura di uno scheletro
poiché
aldilà non riesce nella divagazione.
lunedì 7 gennaio 2013
sabato 5 gennaio 2013
il 2012 di gammm
______________2012______________________________________________________________________________
- vincenzo agnetti. da “progetto per un amleto politico”. 1973 [30-08-2012 .it]
- mariasole ariot. trittico della letteratura italiana. 2012 [02-11-2012 .it]
- mariasole ariot. cronologia d’agosto. 2012 [13-12-2012 .it]
- samuel beckett. da “molloy”. 1947-1948 [13-09-2012 .it]
- samuel beckett. da “l’innominabile”. 1949-1950 [04-10-2012 .it]
- samuel beckett. da “l’innominabile”, II. 1949-1950 [08-11-2012 .it]
- mel bochner. language is not transparent. 1969 [31-05-2012]
- gherardo bortolotti. non è un problema di artigianato. 2010 [05-04-2012 .it]
- william burroughs. “vuol dire quello che vedete effettivamente” [20-12-2012 .it]
- roberto cavallera. moris dante. 2012 [28-03-2012 .it]
- guy-ernest debord. ebook: urla in favore di sade. 1952 [05-01-2012 .fr / .it]
- maya deren. meshes of the afternoon. 1943 [07-06-2012]
- gabrielle de vietri. captcha. 2011 [21-06-2012]
- jean dubuffet. prospère, prolifère. 1961 [20-09-2012]
- giovanni duminuco. un’idea di crisi, #1. 2012 [06-12-2012 .it]
- franco fortini. rifiutare l’ideologia della non ideologia. 1983 [19-07-2012 .it]
- gilles furtwängler. door to beach at 50 m. 2011 [16-02-2012 .fr / .it]
- günter grass. indice de “la ratta”. 1986 [26-04-2012 .it]
- alberto grifi, gianfranco baruchello. la verifica incerta. 1964-65 [27-12-2012]
- juan alemán hernandez. bajar una escalera. 2011 [26-01-2012]
- juan alemán hernandez. clasificación. 2011 [03-05-2012]
- juan alemán hernandez. pasos. 2011 [05-07-2012]
- fabio lapiana. gramma 1. 2011 [19-01-2012]
- serse luigetti. logorhythm. 2009-11 [02-08-2012]
- walter marchetti; zimmerfrei / songs for john cage. 2010 [23-02-2012 .it]
- michele carlo mari. il debito. 2011 [12-01-2012 .it]
- joseph moore. gysin permutations software. 2010 [18-10-2012 .en]
- friedrich wilhelm murnau. nosferatu, eine symphonie des grauens. 1922 [09-08-2012]
- magdalo mussio. tre frammenti da “chiarevalli monodico”. 1963-1986 [16-08-2012 .it]
- akihiro nagashima. invaders in tokyo. 2011 [10-05-2012]
- elio pagliarani. da la sintassi e i generi. 1959 [13-03-2012 .it]
- giuseppe parini. appunti per il «vespro» e la «notte» [18-03-2012 .it]
- giuseppe pellegrino. rilegato a frase. 2012 [15-11-2012 .it]
- bob perelman. cina. 1981 [17-05-2012 .it]
- nicola ponzio. monocromi (una storia del bianco). 2011 [02-02-2012 .it]
- nicola ponzio. low movie. 2005-12 [28-06-2012]
- antonio porta. ebook: partita. 1967 [31-03-2012 .it]
- davide racca. ausflug an die frische luft. 2012 [26-07-2012]
- lieko shiga. nine photographs from “canary”. 2007 [23-03-2012]
- sergio soda star. componibile gaudio. 2008 [01-10-2012 .it]
- aldo tambellini. black tv. 1968 [13-02-2012]
- christophe tarkos. j’ai un problème [25-10-2012 .fr]
:
…and more:
philippe parreno [09-02-2012], patrick playter hartigan: opeb [01-03-2012], massimo sannelli [08-03-2012], ark codex [11-04-2012], the music animation machine [19-04-2012], m. zaffarano legge e.hocquard [24-05-2012], g.penone: didascalia [14-06-2012], m.pistoletto: didascalia [12-07-2012], mg e mg e mz: trilogia di montericco [23-08-2012], daniel pflumm [06-09-2012], nick payumo [27-09-2012], sean landers [15-10-2012],christian boltanski [01-11-2012], vincenzo ostuni: opeb [05-11-2012], rosaire appel [22-11-2012]
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mercoledì 2 gennaio 2013
you mock me / mariangela guatteri. 2013
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martedì 25 dicembre 2012
mercoledì 19 dicembre 2012
Lettera per una ripubblicazione
Caro Vanni,
correggo le bozze della
seconda edizione di «Pseudobaudelaire»
e mi chiedo se nel testo la lingua è in azione, se è ancora visibile; nella
costruzione materiale del libro, il linguaggio che mi ha parlato. Queste pagine
hanno già finito di vivere o possono ancora fare parte di ciò che sarà detto?
Una seconda edizione,
anche se non l'abbiamo segnata nell'ultima pagina, sposta il libro oltre la
parola fine - a più di vent'anni di distanza. Scrivendo queste poesie ritenevo
di avere raccolto segni di una realtà che si era manifestata ampiamente,
codificata in una lingua artificiale, standardizzata per stereotipi politici,
pesanti, ormai privi di emozione, ma che si sarebbe organizzata come memoria in
un tempo successivo, dando vita a una realtà testuale.
Come se la poesia
vivesse prima dell’apparizione del testo. Se è possibile ricordare il passato,
non è possibile dimenticare il futuro. Il futuro non si vede e quando il poeta
lo comincia a parlare, per questo viene considerato cieco.
Scrivevo, dunque,
poesie per un testo invisibile, per conficcare una spina nella lingua che lo
avrebbe parlato.
Il linguaggio standard
usato appare sempre più come una lingua ignota e l’oggetto «Pseudobaudelaire» è merce d’uso per usi
sconosciuti. Non sapevo che i tempi sopraggiungessero così rapidi, da fare
rileggere «Pseudobaudelaire» come
specchio degli anni immediatamente successivi alla sua stesura.
L’irrealtà del libro è
testimoniata dalla irrealtà delle sue traduzioni – e fra queste, la più cara,
quella in lingua ceca, ora che è stato travolto tutto dagli avvenimenti:
proposta, ipotesi di lavoro, traduttrice.
Ma era già irreale il
presupposto di andare alla ricerca dell’oggetto testuale reale, che si sarebbe
formato dopo o avrebbe dovuto manifestarsi dopo. Come un bersaglio nascosto che
fa volare la freccia alle spalle dell’arciere.
Il mio lavoro di poeta
è stato questo: sollecitare, anticipare, percorrere un’improponibile poesia non
mia, convincere che « x » nascerà e che giustificherà
il mio testo.
Oggi molti critici sono spaventati
dalla foresta oscura, continuamente dilatata, della produzione poetica
contemporanea. È evidente che è tramontato il sogno della « poesia fatta da
tutti » in nome del sogno della « poesia che sta per comparire »: una grandiosa
piramide, in cui ciascuno pensa che verrà collocata la sua pietra.
Con «Pseudobaudelaire» fabbricavo una pietra
di scarto. Dalla produzione di significati volevo esaurire la possibilità di
senso. Un contenuto senza recipiente che lasciava a mani vuote la catena del
passamano.
Una poesia senza
lettore in attesa della nascita del testo, dove sarà tessuta, scomparendo in un
disegno più profondo.
L’origine della poesia
è l’eco, ma, qui e ora, sono l’eco di una bocca chiusa, che non si è ancora pronunciata.
Per il poeta non c’è
nessuna biografia – a tutela della sua immagine. La società ha fissato una
soglia, un limite che serve solo ad entrare e dal quale il poeta vuole solo
uscire. Non si vuole spostare la parola oltre il limite del presente. Non si
vuole futuro, per dimenticare ciò che volevamo in passato.
Così, al contrario del
romanzo, non si sviluppa tempo nel tempo della poesia. Resta ferma – per questo
non mi sono opposto alla seconda edizione di «Pseudobaudelaire». Va bene. E va bene la mancanza di biografia,
sempre lo stesso vuoto: «Corrado Costa è nato al Mulino di Bazzano (Parma) il 9
agosto 1929. Vive a Reggio Emilia, esercitando l’avvocatura e la patafisica».
Se la poesia
contemporanea ha qualche punto di partenza, non ha ancora qualche punto d’arrivo.
È qui che mi distinguo dai poeti «arrivati». Non si è stati
chiamati a innalzare un edificio, ma «a vedere in trasparenza - cito da
Wittgenstein – davanti a sé le fondamenta degli edifici possibili».
Per questo i miei libri successivi
non sono altro che ciò che avrei dovuto scrivere prima di «Pseudobaudelaire».
Corrado Costa – Lettera all’editore a proposito
della seconda edizione di Pseudobaudelaire
[da «Cose che sono parole che
restano» edizioni Diabasis 1995]
Pubblicato da
giorgia romagnoli
h.
07:00
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corrado costa,
lettera per una ripubblicazione,
Pseudobaudelaire
martedì 18 dicembre 2012
Musikzaff--
Michele Zaffarano
Mariangela Guatteri
Montericco, 29 novembre 2012
Pubblicato da
mariangela guatteri
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16:28
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domenica 16 dicembre 2012
b t w b h (blind spot, retches, ὑποτείνουσα ) / f.t. 2009-2011
è
in strada e niente scalzi, ai nervi no
piattino,
non l’angolo con quella mutilata –
alberello
| bachelite | samarìdio
o
mette avanti lui pellicola diversa fa interfaccia
con
le alghe che attillate, là ai satelliti cascati, le meduse
fra
i pilastri della circonvallazione:
cosa
detta è massacrata, qui
se
in altro ordine di appunti (puntuazioni)
l’occhio
ha visto sé nel vetro
bocca
ha chiesto se occhio avere
visto
il proprio – in questo – punto cieco
*
* *
o
no ed è fatto con
to
sui conati – miocloni che ne vanno
– in
dato darsi l’orrore di passare passando
le
due dita sul costato, che ne costa se coeso
a
cataste, di disgregati, l’infesto letto sul retro
magnete
del foglio, slegare, nemmeno, nequire,
il
nervo teso sotto allaccia qui ad inchiostro e tabacco,
una
tazza di nestlè le ossa bianche che lascia,
di
ch’è composta -plice -cata e dirsi avendole
predate,
la stessa
mano
che adesso t
i
ad esso ti s
trozza
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f.t.
h.
18:15
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"dialoghi a distanza", di pietro d'agostino _ a roma il 19 dicembre
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giovedì 13 dicembre 2012
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