Non ha senso negare l'identificazione lirica = poesia senza una reinvenzione dei generi letterari.
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martedì 13 marzo 2012
sabato 31 dicembre 2011
gammm per eexxiitt: "la lunga impazienza" / Elisa Davoglio, 2011
nei soggiorni marini i genitori osservano il corpo dei figli l’assetto delle gambe la strategia di marcia
il primo distacco dalle figure gambe molto divaricate il primo uomo nello spazio gravità accelera la sabbia si aggrappa alla caduta sale e scende qualche gradino piccoli spostamenti succhiati da uno scolo sotto la strada tappeti gomma di vernici chiare gambe più unite in ogni sforzo per vedere da più alto l’origine della caduta chiusa dentro al suolo
a ingombrare l’assetto per prime le rotule per non cadere a faccia avanti superare la gamba che sta davanti camminare scavalcandosi come le scimmie abili
due o tre sei milioni camminare per lunghi periodi con le ginocchia estese anni il collo ridotto nella lunghezza accresce la stabilità della testa il tronco corto forma a botte resistenza al suolo femore in asse con il minimo sforzo
locomozione abbassamento del baricentro il raggio dentro la terra
pelvi ampia estensione dell’anca modificazioni della vagina direzione per consentire l’accoppiamento anteriore
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f.t.
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giovedì 3 novembre 2011
gammm per eexxiitt / antonio porta, partita [1967]
che si trovano nel labirinto, ansimanti, che corrono in direzioni
sempre sbagliate, che non sono arrivati a capire nemmeno i principi generali di
una regola pur contraddetta, e dunque ridono oppure si disperano, colti da
accessi di rabbia si avventano contro le siepi, cercano di svellere le radici,
di sollevarle almeno in parte nel tentativo di aprirsi un varco nella trama
fittissima dei rami sottili del bosso, nel tessuto delle piccole foglie dure e
lucide, strappando pezzetti di rami neri e taglienti, vanamente districandoli,
stretti come sono l'uno all'altro in numerosi tipi di intreccio, scuotendoli
come per scalzare la loro intollerabile impenetrabilità, schiaffeggiando le
pareti, i muri vegetali, come per infliggere il meritato castigo per una
crescita troppo compatta a protezione del percorso, graffiandosi le dita,
lacerando il palmo delle mani, trattenendo le punte dei rami brandelli di pelle
degli avambracci, provocando autentiche e profonde ferite fin sulle braccia,
fin sotto le ascelle, incise dalle punte dei rami già spezzati, a forma di
corte lame affumicate, così da sanguinare abbondantemente dopo aver provato una
sensazione di strappo, di lacerazione indolore, dopo averne sentito il suono,
dopo un lieve urto, una puntura prolungata, seguiti da urla, provocando corse e
movimenti in apparenza insensati, come contorcimenti e mezze giravolte, con le
labbra attaccate alla ferita, nel tentativo di impedire l'infezione succhiando,
lambendo, mentre le pareti vegetali si richiudono senza lasciare tracce
visibili delle violenze
Pubblicato da
f.t.
h.
10:57
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