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Visualizzazione post con etichetta poesia. Mostra tutti i post
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domenica 12 aprile 2020
domenica 7 ottobre 2018
Da: Ridefinizioni - Giorgia Romagnoli (2018)
Giustificazione
Quando insonni i tappi alle orecchie, ma è interno il rumore come se il cuore esplodesse e sentire il flusso del sangue e gli altri fluidi. Dentro camera anecoica. Il traffico fino a notte fonda. La parole dette per ferire. Vivere cercando di prevedere le conseguenze di ogni azione.
Si cerca ovunque una - a un dolore.
Amaro
L'inizio è solo in bocca
Che si sposta dietro al palato,
Nelle cavità e le riempie.
- Cos'hai da dire, a tua discolpa?
Se si scambia un sentimento per l'opposto
Il dispiacere
Nerofumo
Il sapore della china
La medicina è (-a)
Ricordare
perfettamente soltanto le cose che ci hanno fatto male/ o passato è già distorto?
Un fatto degno di essere (-to)
O impossibile il contrario
come ape
incastonata nell'ambra/
pece nera/
nell'ombra
riposerà
rilascerà
***
La foto è stata scattata qui.
Pubblicato da
giorgia romagnoli
h.
18:30
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giorgia romagnoli,
inediti,
poesia,
ridefinizioni
martedì 26 giugno 2018
U DON'T UNDERSTAND HOW _____ WORKS / Marco Bartoli
Non è un
avvicinamento
Non sta per
Non corteggia
nemmeno il silenzio
o
la sua assenza
Non ne costeggia i
picchi
Non è un fiordo di
parsimonia
Non ne restituisce
la pienezza
per barlumi
o frammenti
Non è una forma di
telepatia e
certamente
Non perseguita –
Agisce fuori
dai meccanismi dello
scambio e della possessione
Non è nemmeno
pensiero tiranno
Né un'ossessione
anche se l'idea di ossessione
gli si accosta
(ma l'ossessione non è
un'idea)
Non è uno sguardo
contro la nuca
E neppure teologia
negativa
che si
disciolga
in
neve – o preghiera
Non è un'apparenza
(di fede)
Né un'apparizione,
un fantasma –
lo
spettro
Di passate o future
celebrazioni:
Non è un linguaggio
semplice –
né il suo inesistente grado zero
(sia Kelvin
la scala
o qual altra si
voglia) Non
ne restituisce l'immagine i deserti
–
o
l'allucinazione
Non è un sogno
lucido
E nemmeno un patto
sociale (una setta
di lupi o di
vampiri
) Non è neppure
memoria
E non si dissolve
tutto nell'aria (è l'aria,
piuttosto, che a volte
–
incomprensibilmente –
si
condensa:
E non è la nebbia –
né la miopia
di
tale condensa:
Non è la rete
sfranta tra cui
i pesci, comunque, si dibattono
( – perché non ne
siano ancora
fuggiti – )
E non è necessaria –
non basta
l'idea di un mezzo a spiegare o
contenerlo:
Soprattutto non si
muove tra:
(È) la ripetizione –
la reiterazione
non (è)
casuale:
anche l'idea di
un'identità
– per quanto minore –
non serve a contenere;
Non è una forma
di trascendenza o di
fuga
Non lo spiega
l'astrologia: l'influsso
dello scorpione, che da
solo
si
divora: venenum
in cauda
E non è un codice
retorico, un giogo
simbolico o una
trappola:
Non basta a
confonderti
(ma nemmeno a darti
pace) –
MA la sua forma, il
suo corpo
(“la sua forma, il suo corpo”)
È affermativa
È un'affermazione:
riposa
sul fondo dell'affermazione, è la
sua
possibilità di
affermare: a glimpse
of heart, un'apologia del futuro.
***
But I can't
understand the different you
In the morning
when it's time to play
At being human
for a while
Please smile
Marco Bartoli (1987, - )
Si laurea in Italianistica presso
l'Università di Bologna.
Lavora come libraio.
Pubblica traduzioni (molto libere)
dall'inglese americano per le riviste online Niederngasse e Metropolis
Zero
Pubblicato da
giorgia romagnoli
h.
23:01
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U DON'T UNDERSTAND HOW _____ WORKS
venerdì 17 aprile 2015
Gregorio Tenti - cinque testi
da Sirima abitale
comunque non andai alle nozze chimiche
alla fine rimasi sotto i cedri
dai denti di drago nacquero cose nuove
e Oklahoma City
la corsia sottomarina assedia i toraci
fa la parte della sciagura, ho amato
una per una le tue consolazioni gli enormi
batoliti del McDrive, insieme
facevamo impazzire gli holocephali la cui patria
è il cielo ora lo vedo quello che si accosta
nonostante la libertà infinita
sul grande nastro di calore e di vento
***
nelle stragi l’apnea ha un posto
nella cruenza si distingue il rame
quando non scorta le regioni in ottica
tubolare non segue altri mezzi
trasduttivi della specie, muove
nella paresi tramandando
inesistenze stagionali, strane congiunture
sotto la dentatura della lotta
come vedi credo ancora nei tuoi divaricamenti
e nei divaricanti in generale devo credere se anch’io
un giorno vorrò - nelle correnti che dicevo
avere luogo -
quando la conta si abbrevia lo sconosciuto perviene al sole
esattamente come disse la pronuncia
ai celenterati senza nuca, per gemmazione
presenti e poco dissimili - così nella
necessità inassistita / di ritrovare me le mie amorose
terminazioni, sarò felice di ascoltare
i satelliti smarriti e le sacche
ugualmente dotate di rimpianti
nella poiesi delle vocali
arginate e battute, per vibrazione magari
qualcosa tra lama calda e acqua nel suo spazio
cresce per i mesi sulla piana
delle mutazioni piane delle cose,
orizzontale sul perdono
***
Anassagora guarda il mare senza lingua,
il risvolto di un vento che allontana
e disabita l’arte del vasaio
guarda, guarda è tutto qui
gli esplosi capodogli diramano
dorsi di terra e di acqua
gli opossum fingono di morire
e certe volte muoiono fingendo (allora
vedono il globo senza
poterne sbagliare il nome, o così dicono)
durate volgono per le insenature
a stento trattenute dagli omissis
Anassagora saprai adesso educare
alla virtualità vestibolare
a calci sputeranno il plasma dalle grotte
sommerse e dai quasar
dalla falda livida che temi ti dissolva
sulla tua superficie di dolina
***
la matrice nel suo esercizio
la mantica della luce il nudo avverbio
che è detto dal nudo dire
ha potuto conferire con Nureyev
perdente nel suo recercare
un fermaglio qualunque una clausola
ha detto che l’aria odorava del filo
delle striate contee animate
che sentiva il vento liscio negli argini
contrattili disperdere
per le anse scheletriche ma / tu capisci
confesso questa postura
che decanta senza mai / sottrarre, malgrado
le caviglie strette intorno ai polsi
***
nostro caudato compito è vedere in anticipo
la nostra discesa in pietra
il caduco parallelismo in vita
cerca spazi di tranquillità, nel mentre
si sgomitola tra le falangi incalcolabili
il commune
l’emergenza della costa nelle carovane
non è l’ostrakon ma / la pelle
che risponde e non conosce espunzione
il nostro tempo cala nei pori
la nostra amicizia riassume a brani
il vento invisibile, colloca
sotto le pareti / il polmone per la pesatura
quindi nostro larvato compito è con debolezza
cardare i paesaggi entro la dolce cadenza
con raccolta memoria dare asilo
alla rovina nel disegno corrisposto
*
Gregorio Tenti è nato ad Arezzo nel 1993 e studia Filosofia all’Università di Torino. Suoi testi sono apparsi in rete su blanc de ta nuque e Carnaio. Fossa (non) comune. Nel 2015 è finalista del premio “Opera Prima” indetto da Poesia 2.0.
Pubblicato da
giorgia romagnoli
h.
13:00
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poesia,
Sirima abitale
martedì 16 settembre 2014
Alessandra Greco - da " La memoria dell'acqua"
(…)
blanche-neige
dormir du sommeil du juste
endormi
climat glacial
ennemi juré
mettre une rallonge au fil
électrique
quand on ne fait rien de mal on
n'a rien à craindre
exégèse
c'est un modèle de bonté
l'armée du salut
être dans l'exercice de ses fonctions
corps mince
jambes fluettes
voix fluette
frêle
exiler s'exiler
point de conjonction
tout vient à point à qui sait attendre
à parti pris point de conseil
à méchant ouvrier point de bon outil
pollen pollen pollen
léthargie
la position couchée d'un malade
il est facile de juger après coup
la faim chasse le loup du bois
persister
jusqu'à la mort
to die well2
cercare la chiarezza prima
dell’impatto la sua luminosità indagando dall’interno verso l’interno
quello che avviene all’esterno e per
quanto possibile rimanere vigili derivando le attività funzionali del corpo
dall’assunto principale che accumulare energia è la conseguenza di un lavoro prima cammina poggiando a terra tutta la
pianta del piede
A meno di 200 gradi sotto lo
zero l’aria diventa liquida e ha la proprietà di vetrificare tutto ciò che vi
viene immerso rapidamente. Se si velocizza il processo di raffreddamento e si
usano sostanze antigelo si riesce a realizzare la vetrificazione dell'intero
corpo. La temperatura di un corpo è fornita dal moto degli atomi e delle
molecole; l'energia cinetica derivante dal movimento è responsabile delle
reazioni chimiche che avvengono. Maggiore è la temperatura, maggiore è la
velocità delle reazioni. Se pure la temperatura caratterizzata da totale
assenza di movimento (zero assoluto) non è fisicamente raggiungibile, il
congelamento a temperature molto basse (ottenute utilizzando, ad esempio,
l'azoto liquido) consente di minimizzare l'energia del sistema e a raggiungere
una condizione in cui le reazioni chimiche sono molto lente. Un sistema di
questo tipo può in teoria restare per lunghi periodi sospeso senza
modificazioni chimiche sostanziali.3
privo di palpebre squali
continuano a nuotare la
circolazione del sangue in controcorrente rispetto a quella dell'acqua assorbono una grande quantità di ossigeno
disciolto nelle branchie non è
possibile capirne a prima vista lo stato
dormono di una specie di veglia
il cervello è fatto riposare i
sensi sono attivi non un sonno reale non scendono
in sospensione delle attività
continuano a guardare
Il existe une relation étroite entre la couleur, la forme, l’habitat et le mode de vie d’un requin: il y a celui de couleur sable, si plat qu’il épouse la surface du sol où il passe le plus clair de son temps, il y a celui de couleur eau, à la forme très hydrodynamique et qui ne se pose jamais; et puis, il y a tous les autres4.
(…)
(Photosynthesis_Il Corpo
Esposto)
il corpo fasciato esprime la sua natura di pianta
nella sfumatura le spalle
distinguo i fianchi dove ha
mani ginocchia piedi
nello stacco contro le lastre d’acciaio privo
di ombra
privo di
echi
sul limite
in corrispondenza a un intorno
una nuance
di luce in frammenti ritmati alla porta
allo scopo di sottrarsi ai colpi del destino
Vivi nascosto è la divisa del saggio
poi, procedere a piccoli passi, e pochi per volta.
Gli autotrofi più importanti
per il ciclo del carbonio sono gli alberi
delle foreste
captazione dell’energia della
luce nelle endomebrane
di garza Lazzaro bianco
il sole è una sorgente di fotoni
a diversa frequenza: diversa
energia ha
l’acquiescenza
la struttura ad anello delle clorofille simile
alle porfirine
cambiare luogo, spostarsi, trasmigrare
(nell’emoglobina, nei citocromi)
solo una sfumatura ancora umana
( il fitòlo dei sospiri
nell’assenza di chi guarda
(all’assolto
l’assoluto)
lungo la catena idrocarburica
atomo di Mg++ coordinato
nell’anello
assorbimento nel visibile dovuto al sistema
dei doppi legami
coniugati
clorofille: a,
b: piante; c, d: protisti e
cianobatteri.
Batterioclorofille sull’acciaio minuto della sfera.
Per i sostituenti sugli anelli per
la posizione dei doppi legami
la luce muta in aria.
Attraverso lui
vivere
per l’intera durata del
mio tempo!)
la luminosa clessidra
a piccole curve trasparenti e
ordinate
affiora unificando
quella
cordiale forza che lo aveva prima agito
il primo pianto di un neonato
nell’intermittenza del
neon dall’altra parte di qua, dove sei morto,
forse nasci.
Così il non detto ha creato il
nascondiglio.
Così nel nascondimento ho
rubato.
E il nascondimento si è portato via altro,
e splendeva agli occhi il
segreto girato
che possedeva io l’altra metà
delle cose e dei fatti.
Così potevo rispondere,
non me,
e completare il non finito.
E avevo già fatto qualcosa di
più grande,
ero involuta.
Così,
potermi nascondere come si fa un germoglio,
non era più possibile
questo
i tuoi capelli-luce chiusi
nella finta pelle nera.
Come si
spiega gl’iridi a osservarlo che va via,
che lascia!
Cerchi, avvolto in un piccolo sonno,
le sue bianche reti che
scavano confini.
L'acido usato nella concia
migrerà nella foto prima o poi
facendola sbiadire.
Solo una lacrima
ha un significato,
nella semioscurità della
palpebra,
ma non ho potuto tagliare aprire
la finta resina della
pelle in tanica di poliure
tu sei, senza il male esteso,
tolto dall’attimo come sono gli occhi
di chi non parla complessi centri di
reazione fluorescenza nel rosso della
clorofilla isolata la maggior parte
dei pigmenti funzionano come un’antenna
che tiri su un saluto immenso
deve tutto gennaio piovere, e la febbre restare nella casa ancora
qualche giorno eri, tra le mie dita nella mia stretta forte la corda scioglieva la carne un equilibrista della vita, fino a
raggiungere la temperatura del punto di rugiada. Ancora il tuo passo scomposto
in particelle temporologiche, nel decadimento dei muoni.
L’acqua si condensa in nube, le gocce in sospensione le loro piccole
dimensioni. Le particelle di ghiaccio, il progressivo ispessimento dei
cristalli; cadono ma si sciolgono prima di toccare il suolo.
E’ venuto il tuo ricordo più
pacato, la foglia artificiale, i protoni che si formano con l’ossidazione
dell’H2O si trovano all’interno del lumen,
il peso immateriale gravato sul cuore,
compongo il tuo viso nella nuvola,
porta con sé tutto il mio corpo
eccetto il cuore, un elettrone
innesca un processo ciclico luce-dipendente,
si apre lo stoma
del fiore
è con il cuore così appesantito
che resto legata alla vita,
altrimenti volerei
via con te, e
non farei più ritorno a casa.
Nell'albero genealogico siamo i
figli piccoli, nelle membrane
tilacoidali, un giorno saliremo in
linfa, per fare l’aria
le grandi forme di vita libera. Ventus
est fluens aer.
–in lucere –
Si dice: bere l’aria limpida del mattino
riuscendo quindi ad attraversare l'atmosfera.
(...)
--------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------
2 Biancaneve
dormire il sonno del giusto|
addormentato|clima glaciale|nemico giurato|fare una giunta al filo elettrico|
male non fare paura non avere|
esegesi|è un esempio di bontà|l'esercito della salvezza|essere nell'esercizio
delle proprie funzioni|corpo esile|gambe esili|voce esile | fragile|
esiliare esiliarsi|punto di
congiunzione|dai tempo al tempo|risoluto pensier non vuol consigli|cattiva lavandaia non trova mai
la pietra buona|polline polline polline|letargo| la giacitura di un
ammalato|del senno di poi son piene le fosse|la fame caccia il lupo dal
bosco|perdurare|sino alla morte|fare una buona morte
(Blanche - neige è un estratto da Quadro*)
(Blanche - neige è un estratto da Quadro*)
3 rif: http://it.wikipedia.org/wiki/Ibernazione
4 Esiste una relazione stretta tra il colore, la forma,
l'habitat e il modo di vivere di uno squalo:
c'è quello color sabbia,
così piatto che sposa il fondale dove trascorre la maggior parte del suo tempo,
c'è quello del colore dell'acqua, dalla forma molto idrodinamica e che non si
ferma mai; e poi ci sono tutti gli altri.
(Serie di fotografie, in sequenza, scattate alla
didascalia di una teca nella sezione dedicata agli squali del Seaquarium a Le
Grau-du-Roi, Linguadoca-Rossiglione (Francia), durante un viaggio nel 2011, e
che ha in seguito ispirato gli studi e la raccolta La memoria dell'acqua_Grésil
sur l'eau pour faire des ronds. )
*
**
Alessandra Greco è nata a
Roma nel 1969. Scrive poesie/prosa per letture o performance dal 1997, anno in
cui si trasferisce definitivamente a Firenze, dove vive e lavora.
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giorgia romagnoli
h.
14:06
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Alessandra Greco,
Grésil sur l'eau pour faire des ronds,
la memoria dell'acqua,
opera prima 2014,
poesia,
prosa
lunedì 23 settembre 2013
la poesia / la scrittura di ricerca: i dialoghi e gli interventi recenti su "l'immaginazione" e "alfabeta2" (e altrove)
da slowforward:
Andrea Inglese, Verso una letteratura generale? Riflessioni a margine del progetto EX.IT
in "l'immaginazione" n. 276 ora in distribuzione, e in Nazione indiana e Punto critico:
http://www.nazioneindiana.com/2013/09/16/verso-una-letteratura-generale-riflessioni-a-margine-del-progetto-ex-it/e http://puntocritico.eu/?p=5798
in "l'immaginazione" n. 276 ora in distribuzione, e in Nazione indiana e Punto critico:
http://www.nazioneindiana.com/2013/09/16/verso-una-letteratura-generale-riflessioni-a-margine-del-progetto-ex-it/e http://puntocritico.eu/?p=5798
*
Andrea Cortellessa, Per riconoscere la poesia: tre connotati
in "alfabeta2" n. 32 ora in edicola, e in Le parole e le cose:
http://www.leparoleelecose.it/?p=12106
in "alfabeta2" n. 32 ora in edicola, e in Le parole e le cose:
http://www.leparoleelecose.it/?p=12106
*
Andrea Inglese, Per una poesia irriconoscibile
in "alfabeta2" n. 32 ora in edicola, e in Nazione indiana:
http://www.nazioneindiana.com/2013/09/23/per-una-poesia-irriconoscibile/
in "alfabeta2" n. 32 ora in edicola, e in Nazione indiana:
http://www.nazioneindiana.com/2013/09/23/per-una-poesia-irriconoscibile/
*
Presentazione di alfabeta2 a Roma, 25 settembre:
http://slowforward.wordpress.com/2013/09/20/alfabeta2-alla-sala-della-crociera-roma-25-settembre/
http://slowforward.wordpress.com/2013/09/20/alfabeta2-alla-sala-della-crociera-roma-25-settembre/
*
*
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Andrea Cortellessa,
andrea inglese,
EX.IT,
Marco Giovenale,
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poesia,
Poesia13,
Rieti,
scrittura
sabato 3 agosto 2013
giovedì 25 aprile 2013
awakening / greg evason. 2013
my friend
who once told me
not to go crazy
approaches me
in the park
and asks me
what I’m up to
I continue watching
the big yellow furry caterpillar
and I say simply
“the awakening”
he walks away
and
never talks to me
again
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differx
h.
11:44
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poesia,
scrittura di ricerca
mercoledì 10 aprile 2013
sarebbe inutile dirlo, dirne / giuliano mesa. 2000
- La poesia italiana contemporanea ha bisogno dunque di tornare a interrogarsi sul proprio rapporto col reale?
Intanto, direi che la poesia ha sempre bisogno di interrogarsi sul proprio rapporto col reale. La poesia dovrebbe sempre interrogarci su nostro rapporto col reale, e può farlo soltanto interrogando sempre anche se stessa, il suo linguaggio, le sue forme. Dunque, non può che essere sempre nuova, poiché il reale muta costantemente. Che poi non muti “verso il meglio”, ebbene, ciò non attiene al concetto di nuovo inteso come proprio di un certo tempo storico in un certo luogo, bensì, e mettendolo in crisi, al nuovo inteso come “tappa di progresso”. Invece, e per molti anni e ancora oggi, è stata accolta come “ovvia” l’equazione “fine del progresso” – “fine del nuovo”. Quel progresso, il procedere teleologico della storia umana verso la sua perfettibilità, se non perfezione, non è mai esistito: è stato, è ancora nella sua versione dominante – neoliberista, per intenderci -, ideologia. Ma il nuovo inteso come mutamento dei linguaggi, delle forme dell’arte in rapporto col mutare delle condizioni non è finito, non può finire. Sarebbe inutile dirlo, dirne, non fosse che, invece, si va dicendo, con insistita ottusità, che, ad esempio, la poesia italiana è finita trenta e più anni fa, che poi non c’è stato altro che epigonismo postmoderno. Anche ammesso che sia così – e non è così – quell’epigonismo rappresenta comunque, nelle sue forme, il nuovo di fine secolo…
Intanto, direi che la poesia ha sempre bisogno di interrogarsi sul proprio rapporto col reale. La poesia dovrebbe sempre interrogarci su nostro rapporto col reale, e può farlo soltanto interrogando sempre anche se stessa, il suo linguaggio, le sue forme. Dunque, non può che essere sempre nuova, poiché il reale muta costantemente. Che poi non muti “verso il meglio”, ebbene, ciò non attiene al concetto di nuovo inteso come proprio di un certo tempo storico in un certo luogo, bensì, e mettendolo in crisi, al nuovo inteso come “tappa di progresso”. Invece, e per molti anni e ancora oggi, è stata accolta come “ovvia” l’equazione “fine del progresso” – “fine del nuovo”. Quel progresso, il procedere teleologico della storia umana verso la sua perfettibilità, se non perfezione, non è mai esistito: è stato, è ancora nella sua versione dominante – neoliberista, per intenderci -, ideologia. Ma il nuovo inteso come mutamento dei linguaggi, delle forme dell’arte in rapporto col mutare delle condizioni non è finito, non può finire. Sarebbe inutile dirlo, dirne, non fosse che, invece, si va dicendo, con insistita ottusità, che, ad esempio, la poesia italiana è finita trenta e più anni fa, che poi non c’è stato altro che epigonismo postmoderno. Anche ammesso che sia così – e non è così – quell’epigonismo rappresenta comunque, nelle sue forme, il nuovo di fine secolo…
[da: G. Mesa, Intervista per "Il vascello di carta", n. 4, 2000, a c. di L. Magazzeni]
domenica 27 gennaio 2013
b t w b h (come si ricorda?) / f.t. 2011
a s.
le dette in
maggio, da Tauber,
ripeti: a ogni estremità del corridoio.
ripeti: a ogni
estremità del corridoio
c’era un dentista. ripeti: c’era un
dentista
che strappava
dai corpi. ripeti:
che strappava dai corpi
i denti d’oro. – e queste
in
questo, tenère, e le altre;
viale con coppie,
sopra; con molte lu
Pubblicato da
f.t.
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18:09
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bringing the war back home,
come si ricorda?,
nel malintendere,
poesia
giovedì 24 gennaio 2013
da: piccolo breviario dell'automazione / andrea leonessa
ESODO
DELLA CORRENTE
I
Nessun
oceano nel darsi al fuoco
pacatamente
come – ed è mosso da una mano
come
reale s’approssima al volto, riceve
un
feedback dall'acqua + che altro
un
return0. In alta tensione, 30.000 AC#
la
carne è percorsa dall'Apparizione.
Oltre
la tensione nominale, quidni
al
valore rispondente all'isolamento
la
carne incorre nella dislessia, nell’estasi
od
altre difficoltà d’apprendimento;
nell’abolizione
dell’alternanza, ora
questo
è il nostro nome per sempre.
#AC
è una convenzione, un artificio
per
convertire la tensione, per fare corpo
della
paralisi solo la misura di uno scheletro
poiché
aldilà non riesce nella divagazione.
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