Privacy & Cookies: This site uses cookies. By continuing to use this website, you agree to their use.
To find out more, including how to control cookies, see here: Privacy policy
Visualizzazione post con etichetta poesia. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta poesia. Mostra tutti i post

domenica 7 ottobre 2018

Da: Ridefinizioni - Giorgia Romagnoli (2018)



Giustificazione

Quando insonni i tappi alle orecchie, ma è interno il rumore come se il cuore esplodesse e sentire il flusso del sangue e gli altri fluidi. Dentro camera anecoica. Il traffico fino a notte fonda. La parole dette per ferire. Vivere cercando di prevedere le conseguenze di ogni azione.

Si cerca ovunque una - a un dolore.


Amaro

L'inizio è solo in bocca
Che si sposta dietro al palato,
Nelle cavità e le riempie.

- Cos'hai da dire, a tua discolpa?
Se si scambia un sentimento per l'opposto

Il dispiacere
Nerofumo
Il sapore della china
La medicina è     (-a)



Ricordare

perfettamente soltanto le cose che ci hanno fatto male/ o passato è già distorto?

Un fatto degno di essere     (-to)

O impossibile il contrario

come ape
incastonata nell'ambra/
pece nera/
nell'ombra

riposerà

rilascerà

***
La foto è stata scattata qui.


martedì 26 giugno 2018

U DON'T UNDERSTAND HOW _____ WORKS / Marco Bartoli



Non è un avvicinamento

Non sta per

Non corteggia nemmeno il silenzio
                                                o la sua assenza

Non ne costeggia i picchi

Non è un fiordo di parsimonia

Non ne restituisce la pienezza
                                    per barlumi o frammenti

Non è una forma di telepatia e
                                                certamente

Non perseguita –

Agisce fuori
dai meccanismi dello scambio e della possessione

Non è nemmeno pensiero tiranno

Né un'ossessione

            anche se l'idea di ossessione
            gli si accosta

                        (ma l'ossessione non è un'idea)

Non è uno sguardo contro la nuca

E neppure teologia negativa
                                    che si disciolga
                                                in neve – o preghiera

Non è un'apparenza (di fede)

Né un'apparizione, un fantasma –           
                                                            lo spettro

Di passate o future celebrazioni:

Non è un linguaggio semplice –
            né il suo inesistente grado zero
                                    (sia Kelvin la scala

o qual altra si voglia) Non
            ne restituisce l'immagine i deserti –
                                                o l'allucinazione

Non è un sogno lucido

E nemmeno un patto
                        sociale (una setta
                                    di lupi o di vampiri

) Non è neppure memoria

E non si dissolve
            tutto nell'aria (è l'aria,
                        piuttosto, che a volte

– incomprensibilmente –
                                                si condensa:

E non è la nebbia – né la miopia
                                                di tale condensa:

Non è la rete sfranta tra cui
            i pesci, comunque, si dibattono

( – perché non ne siano ancora
            fuggiti – )

E non è necessaria – non basta
            l'idea di un mezzo a spiegare o contenerlo:

Soprattutto non si muove tra:

(È) la ripetizione – la reiterazione
                                    non (è) casuale:

anche l'idea di un'identità
            – per quanto minore –
                        non serve a contenere;

Non è una forma
di trascendenza o di fuga

Non lo spiega l'astrologia: l'influsso
                        dello scorpione, che da solo
                                                si divora: venenum
in cauda

E non è un codice retorico, un giogo
                        simbolico o una trappola:

Non basta a confonderti

(ma nemmeno a darti pace) –

MA la sua forma, il suo corpo
            (“la sua forma, il suo corpo”)

È affermativa

È un'affermazione: riposa
            sul fondo dell'affermazione, è la sua
                        possibilità di affermare: a glimpse


of heart, un'apologia del futuro. 


***


But I can't understand the different you
In the morning when it's time to play
At being human for a while

Please smile

Marco Bartoli (1987, - )
Si laurea in Italianistica presso l'Università di Bologna.
Lavora come libraio.
Pubblica traduzioni (molto libere) dall'inglese americano per le riviste online Niederngasse e Metropolis Zero


venerdì 17 aprile 2015

Gregorio Tenti - cinque testi


da Sirima abitale


comunque non andai alle nozze chimiche
alla fine rimasi sotto i cedri
dai denti di drago nacquero cose nuove
e Oklahoma City

la corsia sottomarina assedia i toraci
fa la parte della sciagura, ho amato
una per una le tue consolazioni gli enormi
batoliti del McDrive, insieme
facevamo impazzire gli holocephali la cui patria
è il cielo ora lo vedo quello che si accosta
nonostante la libertà infinita
sul grande nastro di calore e di vento

***


nelle stragi l’apnea ha un posto
nella cruenza si distingue il rame
quando non scorta le regioni in ottica
tubolare non segue altri mezzi
trasduttivi della specie, muove
nella paresi tramandando
inesistenze stagionali, strane congiunture
sotto la dentatura della lotta

come vedi credo ancora nei tuoi divaricamenti
e nei divaricanti in generale devo credere se anch’io
un giorno vorrò - nelle correnti che dicevo
avere luogo -
quando la conta si abbrevia lo sconosciuto perviene al sole
esattamente come disse la pronuncia
ai celenterati senza nuca, per gemmazione
presenti e poco dissimili - così nella
necessità inassistita / di ritrovare me le mie amorose
terminazioni, sarò felice di ascoltare
i satelliti smarriti e le sacche
ugualmente dotate di rimpianti

nella poiesi delle vocali
arginate e battute, per vibrazione magari
qualcosa tra lama calda e acqua nel suo spazio
cresce per i mesi sulla piana
delle mutazioni piane delle cose,
orizzontale sul perdono

***


Anassagora guarda il mare senza lingua,
il risvolto di un vento che allontana
e disabita l’arte del vasaio
guarda, guarda è tutto qui
gli esplosi capodogli diramano
dorsi di terra e di acqua
gli opossum fingono di morire
e certe volte muoiono fingendo (allora
vedono il globo senza
poterne sbagliare il nome, o così dicono)

durate volgono per le insenature
a stento trattenute dagli omissis
Anassagora saprai adesso educare
alla virtualità vestibolare
a calci sputeranno il plasma dalle grotte
sommerse e dai quasar
dalla falda livida che temi ti dissolva
sulla tua superficie di dolina

***


la matrice nel suo esercizio
la mantica della luce il nudo avverbio
che è detto dal nudo dire

ha potuto conferire con Nureyev
perdente nel suo recercare
un fermaglio qualunque una clausola

ha detto che l’aria odorava del filo
delle striate contee animate
che sentiva il vento liscio negli argini
contrattili disperdere
per le anse scheletriche ma / tu capisci
confesso questa postura
che decanta senza mai / sottrarre, malgrado
le caviglie strette intorno ai polsi

***


nostro caudato compito è vedere in anticipo
la nostra discesa in pietra

il caduco parallelismo in vita
cerca spazi di tranquillità, nel mentre
si sgomitola tra le falangi incalcolabili
il commune

l’emergenza della costa nelle carovane
non è l’ostrakon ma / la pelle
che risponde e non conosce espunzione
il nostro tempo cala nei pori
la nostra amicizia riassume a brani
il vento invisibile, colloca
sotto le pareti / il polmone per la pesatura

quindi nostro larvato compito è con debolezza
cardare i paesaggi entro la dolce cadenza
con raccolta memoria dare asilo
alla rovina nel disegno corrisposto


*
Gregorio Tenti è nato ad Arezzo nel 1993 e studia Filosofia all’Università di Torino. Suoi testi sono apparsi in rete su blanc de ta nuque e Carnaio. Fossa (non) comune. Nel 2015 è finalista del premio “Opera Prima” indetto da Poesia 2.0.

martedì 16 settembre 2014

Alessandra Greco - da " La memoria dell'acqua"

(…)


blanche-neige

dormir du sommeil du juste                                                
endormi
climat glacial                                                                      
ennemi juré                                                                       
mettre une rallonge au fil électrique                                    
quand on ne fait rien de mal on n'a rien à craindre           
exégèse                                                                             
c'est un modèle de bonté
l'armée du salut                                                        
être dans l'exercice de ses fonctions                       
corps mince                                                   
jambes fluettes                                                        
voix fluette                                                                
frêle                                                                         
exiler s'exiler                                                                      
point de conjonction                                                 
tout vient à point à qui sait attendre                         
à parti pris point de conseil   
à méchant ouvrier point de bon outil                        
pollen  pollen  pollen                                                            
léthargie                                                           
la position couchée d'un malade                              
il est facile de juger après coup                                
la faim chasse le loup du bois                                  
persister                      
jusqu'à la mort                                                          
to die well2


cercare la chiarezza prima dell’impatto   la sua luminosità   indagando dall’interno verso l’interno quello che avviene all’esterno e  per quanto possibile  rimanere vigili  derivando le attività funzionali del corpo dall’assunto principale che accumulare energia è la conseguenza di un lavoro    prima cammina poggiando a terra tutta la pianta del piede

A meno di 200 gradi sotto lo zero l’aria diventa liquida e ha la proprietà di vetrificare tutto ciò che vi viene immerso rapidamente. Se si velocizza il processo di raffreddamento e si usano sostanze antigelo si riesce a realizzare la vetrificazione dell'intero corpo. La temperatura di un corpo è fornita dal moto degli atomi e delle molecole; l'energia cinetica derivante dal movimento è responsabile delle reazioni chimiche che avvengono. Maggiore è la temperatura, maggiore è la velocità delle reazioni. Se pure la temperatura caratterizzata da totale assenza di movimento (zero assoluto) non è fisicamente raggiungibile, il congelamento a temperature molto basse (ottenute utilizzando, ad esempio, l'azoto liquido) consente di minimizzare l'energia del sistema e a raggiungere una condizione in cui le reazioni chimiche sono molto lente. Un sistema di questo tipo può in teoria restare per lunghi periodi sospeso senza modificazioni chimiche sostanziali.3

privo di palpebre   squali    continuano a nuotare   la circolazione del sangue in controcorrente rispetto a quella dell'acqua    assorbono una grande quantità di ossigeno disciolto nelle branchie   non è possibile capirne a prima vista lo stato    dormono di una specie di veglia    il cervello è fatto riposare    i sensi sono attivi    non un sonno reale  non scendono   in sospensione delle attività      continuano a guardare









                 Il existe une relation étroite entre la couleur, la forme, l’habitat et le mode de vie d’un requin: il y a celui de couleur sable, si plat qu’il épouse la surface du sol où il passe le plus clair de son temps, il y a celui de couleur eau, à la forme très hydrodynamique et qui ne se pose jamais; et puis, il y a tous les autres4.














(…)
















(Photosynthesis_Il Corpo Esposto)

il corpo fasciato    esprime la sua natura di pianta

nella sfumatura   le spalle

distinguo   i fianchi      dove  ha     mani        ginocchia       piedi

nello stacco   contro le lastre      d’acciaio     privo     di ombra   
privo  di  echi

sul   limite  in corrispondenza a un intorno   una nuance

di   luce in frammenti ritmati     alla porta

allo scopo   di sottrarsi    ai colpi del destino

Vivi nascosto è la divisa del saggio

poi,   procedere a piccoli passi,   e pochi per volta.

Gli autotrofi più importanti per il ciclo del carbonio sono gli alberi
delle foreste

captazione dell’energia della luce nelle endomebrane

di garza        Lazzaro     bianco

il sole è una sorgente di fotoni a diversa frequenza:   diversa
energia  ha
l’acquiescenza

la struttura ad anello delle clorofille      simile alle porfirine

         cambiare luogo,      spostarsi,   trasmigrare
        
         (nell’emoglobina, nei citocromi)
        solo una sfumatura ancora umana

( il fitòlo dei sospiri nell’assenza di chi guarda   (all’assolto 
l’assoluto)  

lungo la catena idrocarburica

atomo di Mg++ coordinato nell’anello
                                  assorbimento nel visibile dovuto al sistema
                                 
                                  dei doppi legami coniugati

clorofille:      a, b: piante;           c, d: protisti e cianobatteri.

Batterioclorofille     sull’acciaio    minuto della sfera.

Per i sostituenti sugli anelli per la posizione dei doppi legami

la luce muta in aria.

Attraverso    lui
vivere   

                       per l’intera durata del mio tempo!)

la luminosa clessidra

a piccole curve trasparenti e ordinate
affiora   unificando
quella cordiale forza che lo aveva prima agito
il primo pianto di un neonato
nell’intermittenza del neon     dall’altra parte    di qua, dove sei morto,

forse nasci.

Così il non detto ha creato il nascondiglio.
Così nel nascondimento ho rubato.

E il nascondimento   si è portato via altro,

e splendeva agli occhi il segreto girato
che possedeva io l’altra metà delle cose e dei fatti.

Così potevo rispondere,
non me,
e completare il non finito.

E avevo già fatto qualcosa di più grande,
ero involuta.

Così,
potermi nascondere   come si fa un germoglio,

non era più possibile

questo

i tuoi capelli-luce chiusi nella   finta pelle  nera.

Come si spiega   gl’iridi    a osservarlo   che va via,   che lascia!

Cerchi, avvolto in un piccolo sonno, le sue bianche reti che
scavano   confini.

L'acido usato nella concia migrerà nella foto prima o poi
facendola sbiadire.

Solo una lacrima
ha un significato,

nella semioscurità della palpebra,

ma non ho potuto tagliare      aprire

la finta resina della pelle   in tanica di poliure

tu sei, senza il male esteso, tolto dall’attimo   come sono gli occhi di chi non parla   complessi centri di reazione   fluorescenza nel rosso della clorofilla isolata    la maggior parte dei pigmenti funzionano come un’antenna    che tiri su un saluto immenso    deve tutto gennaio piovere, e la febbre restare nella casa ancora qualche giorno   eri,  tra le mie dita     nella mia stretta forte   la corda scioglieva la carne    un equilibrista della vita, fino a raggiungere la temperatura del punto di rugiada. Ancora il tuo passo scomposto in particelle temporologiche, nel decadimento dei muoni.

L’acqua si condensa in nube, le gocce in sospensione le loro piccole dimensioni. Le particelle di ghiaccio, il progressivo ispessimento dei cristalli; cadono ma si sciolgono prima di toccare il suolo.

E’ venuto il tuo ricordo più pacato,  la foglia artificiale,  i protoni che si formano con l’ossidazione dell’H2O si trovano all’interno del lumen,    il peso immateriale gravato sul cuore,  compongo il tuo viso nella nuvola,   porta con sé tutto il mio corpo  eccetto il cuore,  un elettrone innesca un processo ciclico luce-dipendente,    si  apre  lo stoma  del fiore

è con il cuore così appesantito che resto legata alla vita,

                                                   altrimenti volerei via con te, e

                                                non farei più ritorno a casa.

Nell'albero genealogico siamo i figli piccoli,  nelle membrane tilacoidali,  un giorno saliremo in linfa,  per fare   l’aria    le grandi forme di vita libera. Ventus  est  fluens  aer.

–in lucere –

Si dice:        bere        l’aria       limpida      del      mattino                     
riuscendo quindi  ad attraversare l'atmosfera.


(...)
--------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------
2 Biancaneve
dormire il sonno del giusto| addormentato|clima glaciale|nemico giurato|fare una giunta al filo elettrico| male non fare   paura non avere| esegesi|è un esempio di bontà|l'esercito della salvezza|essere nell'esercizio delle proprie funzioni|corpo esile|gambe esili|voce esile | fragile| esiliare   esiliarsi|punto di congiunzione|dai tempo al tempo|risoluto pensier non  vuol consigli|cattiva lavandaia non trova mai la pietra buona|polline   polline   polline|letargo| la giacitura di un ammalato|del senno di poi son piene le fosse|la fame caccia il lupo dal bosco|perdurare|sino alla morte|fare una buona morte
(Blanche - neige è un estratto da Quadro*)

3 rif: http://it.wikipedia.org/wiki/Ibernazione 

4 Esiste una relazione stretta tra il colore, la forma, l'habitat e il modo di vivere di uno squalo:
c'è quello color sabbia, così piatto che sposa il fondale dove trascorre la maggior parte del suo tempo, c'è quello del colore dell'acqua, dalla forma molto idrodinamica e che non si ferma mai; e poi ci sono tutti gli altri.
(Serie di fotografie, in sequenza, scattate alla didascalia di una teca nella sezione dedicata agli squali del Seaquarium a Le Grau-du-Roi, Linguadoca-Rossiglione (Francia), durante un viaggio nel 2011, e che ha in seguito ispirato gli studi e la raccolta La memoria dell'acqua_Grésil sur l'eau pour faire des ronds. ) 



*

**
Alessandra Greco è nata a Roma nel 1969. Scrive poesie/prosa per letture o performance dal 1997, anno in cui si trasferisce definitivamente a Firenze, dove vive e lavora.

lunedì 23 settembre 2013

la poesia / la scrittura di ricerca: i dialoghi e gli interventi recenti su "l'immaginazione" e "alfabeta2" (e altrove)

Andrea IngleseVerso una letteratura generale? Riflessioni a margine del progetto EX.IT
in "l'immaginazione" n. 276 ora in distribuzione, e in Nazione indiana e Punto critico:
http://www.nazioneindiana.com/2013/09/16/verso-una-letteratura-generale-riflessioni-a-margine-del-progetto-ex-it/http://puntocritico.eu/?p=5798
*
Andrea CortellessaPer riconoscere la poesia: tre connotati
in "alfabeta2" n. 32 ora in edicola, e in Le parole e le cose:
http://www.leparoleelecose.it/?p=12106
*
Andrea InglesePer una poesia irriconoscibile
in "alfabeta2" n. 32 ora in edicola, e in Nazione indiana:
http://www.nazioneindiana.com/2013/09/23/per-una-poesia-irriconoscibile/
*
*
*

giovedì 25 aprile 2013

awakening / greg evason. 2013


      
my friend
who once told me
not to go crazy
approaches me
in the park
and asks me
what I’m up to
I continue watching 
the big yellow furry caterpillar 
and I say simply
“the awakening”
he walks away
and 
never talks to me
again
  
  

mercoledì 10 aprile 2013

sarebbe inutile dirlo, dirne / giuliano mesa. 2000

- La poesia italiana contemporanea ha bisogno dunque di tornare a interrogarsi sul proprio rapporto col reale?

Intanto, direi che la poesia ha sempre bisogno di interrogarsi sul proprio rapporto col reale. La poesia dovrebbe sempre interrogarci su nostro rapporto col reale, e può farlo soltanto interrogando sempre anche se stessa, il suo linguaggio, le sue forme. Dunque, non può che essere sempre nuova, poiché il reale muta costantemente. Che poi non muti “verso il meglio”, ebbene, ciò non attiene al concetto di nuovo inteso come proprio di un certo tempo storico in un certo luogo, bensì, e mettendolo in crisi, al nuovo inteso come “tappa di progresso”. Invece, e per molti anni e ancora oggi, è stata accolta come “ovvia” l’equazione “fine del progresso” – “fine del nuovo”. Quel progresso, il procedere teleologico della storia umana verso la sua perfettibilità, se non perfezione, non è mai esistito: è stato, è ancora nella sua versione dominante – neoliberista, per intenderci -, ideologia. Ma il nuovo inteso come mutamento dei linguaggi, delle forme dell’arte in rapporto col mutare delle condizioni non è finito, non può finire. Sarebbe inutile dirlo, dirne, non fosse che, invece, si va dicendo, con insistita ottusità, che, ad esempio, la poesia italiana è finita trenta e più anni fa, che poi non c’è stato altro che epigonismo postmoderno. Anche ammesso che sia così – e non è così – quell’epigonismo rappresenta comunque, nelle sue forme, il nuovo di fine secolo…

[da: G. Mesa, Intervista per "Il vascello di carta", n. 4, 2000, a c. di L. Magazzeni]


domenica 27 gennaio 2013

b t w b h (come si ricorda?) / f.t. 2011


a s.
le dette in maggio, da Tauber, 
ripeti: a ogni estremità del corridoio.
ripeti: a ogni estremità del corridoio 
c’era un dentista. ripeti: c’era un dentista
che strappava dai corpi. ripeti: 
che strappava dai corpi 
i denti d’oro. – e queste 
in questo, tenère, e le altre;  
viale con coppie, 
sopra; con molte lu

giovedì 24 gennaio 2013

da: piccolo breviario dell'automazione / andrea leonessa


ESODO DELLA CORRENTE

I
Nessun oceano nel darsi al fuoco
pacatamente come – ed è mosso da una mano
come reale s’approssima al volto, riceve
un feedback dall'acqua + che altro
un return0. In alta tensione, 30.000 AC#
la carne è percorsa dall'Apparizione.
Oltre la tensione nominale, quidni
al valore rispondente all'isolamento
la carne incorre nella dislessia, nell’estasi
od altre difficoltà d’apprendimento;
nell’abolizione dell’alternanza, ora
questo è il nostro nome per sempre.
#AC è una convenzione, un artificio
per convertire la tensione, per fare corpo
della paralisi solo la misura di uno scheletro
poiché aldilà non riesce nella divagazione.