venerdì 27 dicembre 2013

martedì 24 dicembre 2013

sei libero / mg. 2013

   
continuano a dirgli sei libero sei libero, intorno cascano, continuano. dozzine, facce note, no, sei libero sei libero, più lui è libero più intorno cadono, giovani vecchi maschi non maschi, tutti, bassi alti nani commercialisti farmacisti giocattolai, mezzi, chissà, mezzi chissà, una carneficina, non è chiaro come funziona, forse sì forse no comunque. sei libero lui è incastrato, due montagne di morti, mica si muove


  
[da Questioni di contenuto, inedito]
  

venerdì 20 dicembre 2013

domenica 15 dicembre 2013

defrag («se disponete») / fabio teti. 2008-2012


7.
non hanno smesso di infilare i cazzi dentro le orbite dei teschi; si danno fosse nere tutt’intorno al forse visto; la parola cloache, in cui uno ha detto «ci si specchiano gli spicchi»; quella salma viene dopo riesumata; vede che durano per questo il conversare, il conservare con tutto che si è letta molto bene, che cosa; lui dal piano conta sette pale eolie, otto pale; non esistendo un lato giusto dello schermo; dovendo ricordare che a farlo non è stata la grandine; un delicato impressionismo se svisiona dentro buio delle parti sovraesposte; sono frùtici ammassati alla metallica, ai rombi della rete

19.
vanno curvati a procurarsi un reversibile poi in viscere di mantide; data una logica dell’agio, cui si raccontano aggiogati; continuamente il principio, del film, è asserito e decorato; rientrati appena da abu ghraib a respirare sul divano; il suppliziante apre l’assito e fa discorso con i pezzi della casa; la cosa è infatti descritta come «cesarie di murene»; c’è questa coprostasi ed è osservata mentre si precisa; nella cornice la figlia è sparita è messa in braccio molta cenere; chiameremo questo cose, incoese, costati di costorici; «se disponete della vostra l’ora è questa», uno ha scritto, «se disponete»

32.
un nesso univa “dura madre” con “forficule”, non è stato chiarito; rètine ancóra le coibenta un deficit, di finzione; lei sul cavo conta otto o forse dieci piccioni; ti ricordi ma niente da ogni lato poi autorizza a una trama; l’anfibio ferrato che ha tritato, rotule tibie, anche le anche; come che infine va accecato, il vicolo più cieco; se è messa avanti la parola massengräber la parola nagasaki; li impiccano ai cordoni ombelicali come sversano il meconio; se ne lamenta poi è confitto in films di fimbrie immaginati; poi si è riletta molto bene la parola morti, nella parola patrimoni

15.
ché un’utopia sola gli è data e va da sé non lo comprende; l’ossidiana lì dei torsi bianca è corsa dalle immobili; di essere troppi in ogni caso qui i polimeri assorbiti; il teschio invece è ricoperto e ricoperto coi diamanti; un problema come quello della polvere inesplosa delle spore; la casa essendo un disegnino fatto in terra con il gesso; dall’alto calano isoterme chiare e fresche e le pellicole a falsi colori; quando si chiede se sentire, se sapere è anche una scelta; una blatta è in tanatosi entrato in bagno lei raggriccia; qualcosa è addentato, addentella allo spago di feci





venerdì 13 dicembre 2013

Camera poesia: 18, 19, 21, 28 dicembre 2013

Centro culturale La camera verde 
(Roma, via Giovanni Miani 20)

CAMERA POESIA

 I edizione: dicembre 2013, A cura di Giulio Marzaioli

18, 19, 21 dicembre a Roma (h. 19)
il 28 dicembre a Bomarzo
 (h. 20)


PROGRAMMA : 

Mercoledì 18 dicembre 2013 a Roma (via Miani 20)
Le poesie di Simona Menicocci, Renata Morresi e Fabio Teti
h. 19:00 Presentazione dei libri

Posture Delay di Simona Menicocci 
La signora W di Renata Morresi
b t w b h. Frasi per la redistribuzione del sensibile di Fabio Teti
(Collana Calliope)

§

Giovedì 19 dicembre 2013 a Roma (via Miani 20)
Criteri e altre curvature, la poesia di Marco Giovenale
 h. 19:00 Presentazione del volume
Tagli / Tmesi [una bibliografia] di Marco Giovenale (Collana Elzeviri)
e della cartella d’artista Syn Sybilles di M.G.


§

Sabato 21 dicembre 2013 a Roma (via Miani 20)
h. 19:00 presentazione del libro
Specchio d’imperfezione – Corona di Luigi Severi 
(Collana Metra)

§

Sabato 28 dicembre 2013 a Bomarzo
h. 20:00 presentazione del libro
Perduta comodità del mondo di Nanni Cagnone 
(Collana Metra)
info: http://goo.gl/W5NJ6w


§


Centro culturale LA CAMERA VERDE 
direttore Giovanni Andrea Semerano 
tel. 340-5263877 
_

giovedì 12 dicembre 2013

martedì 10 dicembre 2013

NIOQUE..., di Francis Ponge: a Roma il 12 dicembre, ore 17

   
Francis Ponge, NIOQUE DE L'AVANT-PRINTEMPS, ovvero COGNIZIONE DEL PERIODO CHE ANNUNCIA LA PRIMAVERA, giovedì 12 dicembre, alle cinque di pomeriggio, presso la Sala Capizucchi dell'Istituto italo-francese, piazza Campitelli 3, Roma. Con JACQUELINE RISSET e LUIGI MAGNO. Letture (e traduzione italiana) di MICHELE ZAFFARANO. Benway Series. (Saranno lì disponibili ovviamente anche tutti gli altri titoli Benway). 

    
Qui l'evento facebook:



Effettivamente, alla lettera (senza retorica), un evento editoriale: la prima uscita in Italia di un libro di Ponge (un'opera di svolta per l'autore e per la scrittura di ricerca di secondo Novecento) dopo decenni. 



Qui un'anteprima di pagine:

 

sabato 7 dicembre 2013

Éric Suchère e Michele Zaffarano @ Ex.it (il video)





Éric Suchère e Michele Zaffarano @ Ex.it – Materiali fuori contesto, Albinea 12-14 aprile 2013
Traduzione di Michele Zaffarano

venerdì 6 dicembre 2013

partage du sensible / silvia tripodi. 2013



Partage du sensible (che è il nome di un blog e l’intestazione di alcuni miei testi recenti) è un’espressione utilizzata da Rancière e rimanda ad un modo ben preciso di strutturare scrittura e azione e al tentativo di organizzare il visibile-sensibile che non chiede o suggerisce di risolversi occupando un vuoto, un'assenza – quella di uno scarto dialettico – piuttosto descrivendola, delinea alcune tracce e indicatori di una posizione politica (quella “di occuparsi delle cose del mondo”).
Il vuoto quindi – che si lascia alle spalle alcune “poetiche dell’assenza” ed altri paradigmi novecenteschi – è semmai da intendersi come “torto”, come falla originaria; dunque è la libertà ad essere una "proprietà vuota", e tra un partage e l'altro, si descrivono e circoscrivono azioni e percezioni, del e nel sensibile, nel possibile, all'interno e al di fuori di margini d'azione, di manovra. Azione che non tenta di far coincidere gli opposti o alcune categorie (ad esempio i concetti di caso e necessità), ma di eludere le categorie stesse emancipandosi da esse, assimilandole in una sorta di compendio che le organizzi come parti di un sistema nel quale tra osservatore e osservato vi sia una relazione organica.

Il punto non è più quindi risolvere un conflitto dialettico, e neanche tentare di organizzare a forza la percentuale del sensibile (o del virtuale) che sfugge (il non detto, il non visto, l’indeterminato), ma considerare la gamma di direzioni ed azioni nella scrittura (e nelle arti visive).
Ed è prendendo le mosse da questi indicatori che ci si accosta alla scrittura di ricerca nel senso di azzardo di movimento verso direzioni non note. Separando le categorie dialettiche si producono interruzioni; in questo specifico partage il tempo è un intervallo o piuttosto, la durata di una singolarità. Il soggetto scrivente al pari di quello politico di Rancière, è un soggetto intermittente che crea occasioni ed eventi tentando di mettere in rapporto ciò che non è in rapporto e dislocando ciò che solo in apparenza sembra ancorato: un dominio rovesciato o capovolto, riflesso, diffratto; (si) vuole dare una collocazione, un luogo, a chi non ha luogo nella formazione del mondo comune, alla parte dei senza-parte delle cose (anche di quelle inservibili) che in un dominio altro non troverebbero ragione d’essere. Partecipare a questo tipo di approccio e di soggettivazione vuol dire entrare a far parte di un processo di trasformazione i cui esiti – imprevedibili – non conducono a porzioni di spazio liminalmente rassicuranti o familiari; una situazione ontologica nella quale si è soggetti ad una rottura, ad un dis-adattamento che non esige rimedio, compiutezza. Non vi è in questo tipo di approccio la volontà di realizzare in ultima istanza alcun sincretismo dialettico, poiché si vuole dar forma – nell’atto stesso dell’azzardo della sperimentazione – ad una pluralità di significati e significanti, a deliberazioni sul possibile che per loro stessa natura sono passibili di contaminazioni, revisioni, mutamenti, connessioni, disconnessioni. (deliberare, ad esempio, su oggetti privi di importanza, su minuzie; classificare, decifrare segni; colonizzare sezioni di senso e di non senso senza assicurarsi nessuna conquista, nessuna certezza. Dichiarare un pensiero che convochi l’eventuale – e dunque, in-verosimilmente, l’infinito della situazione)

lunedì 2 dicembre 2013

Roma, 3 dicembre: terzo incontro aperto su EX.IT - Materiali fuori contesto


A Roma, martedì 3 dicembreterzo incontro aperto, presso l'Università degli Studi Roma Tre, su EX.IT - Materiali fuori contesto: https://www.facebook.com/events/578140918911610/ 

Si parlerà del RAPPORTO PAROLA-IMMAGINE ("Dialoghi e sovrapposizioni tra differenti ambiti artistici. Altre possibilità di scrittura in alcune esperienze italiane e straniere tra linguaggi verbali, multimediali e audiovisivi"). 

Relatori: Mariangela Guatteri e Giulio Marzaioli. 

Dipartimento di Studi Umanistici – Università Roma Tre | via Ostiense 234-236 (metro B Marconi) 
Aula 2 del dipartimento di studi umanistici -  piano I area Italianistica, ore 17:00-19:00

   

mercoledì 27 novembre 2013

Francis Ponge, Nioque de l’avant-printemps, ovvero Cognizione del periodo che annuncia la primavera (Benway Series)


Traduzione: Michele Zaffarano.
Introduzione di Jean-Marie Gleize
Colorno : Tielleci, 2013. – 128 p. : ill. ; 19,5 cm.
(Benway Series ; 4).
978-88-98222-07-0 : 13€
Anteprima del libro / Preview: Italiano English
§
[Al lettore:]
NIOQUE è scrittura fonetica (come se scrivessimo «iniorante») per gnoque, parola che ho forgiato partendo dalla radice greca di «conoscenza» per evitare di riprendere la gnossienne di Satie o la connaissance (de l’Est) di Claudel.
La prima pubblicazione di questo testo, peraltro già composto da parecchi anni, ha curiosamente preceduto di pochissimo gli «eventi» del 1967 e del 1968 a Berkeley, Berlino e Parigi, eventi che alcuni considerano come primavere, a imitazione di esempi contemporanei sul genere della «primavera di Praga».
F. P.
§
[Nota critica]
Come intendere la “lezione” di Francis Ponge? In effetti, è evidente che la sua opera non rappresenta una semplice proposta poetica ma anche, simultaneamente, un intervento decisivo nel campo della scrittura, della teoria delle pratiche di scrittura, una presa di posizione strategica, in rapporto alla quale non è ormai più possibile evitare di indicare una propria collocazione. È in questo senso che si può parlare di “lezione”. Visto che di Partito preso delle cose si tratta (è il titolo dell’opera che lo farà conoscere nel 1942), questa “lezione” la si può, per esempio, intendere come una delle possibili risposte all’aspirazione di Rimbaud verso una «poesia oggettiva».
[...]
In una parola, questo libro e questa categoria di «nioque» costituiscono una specie di programma aperto per quanti si pongono il compito di “uscire” in maniera permanente e di esplorare un dopo-la-poesia che utilizzi tutti i mezzi della “prosa in prosa (in prose)”, oltre ogni pretesa estetica e puntando al contrario ad alcuni effetti di conoscenza del mondo, del «mistero ambiente», come diceva Ponge, o più immediatamente alcuni contesti “schermali” (pochissimo misteriosi ma molto asfissianti) che costituiscono una parte della nostra attuale “realtà”.
Dall’Introduzione: Per una poesia critica, di Jean-Marie Gleize

domenica 24 novembre 2013

man / Simona Menicocci. 2013

   
video

 

giovedì 21 novembre 2013

a Roma, il 26 novembre: "Figurina enigmistica", di Mariangela Guatteri (Syn / Ikonaliber)

Roma, martedì 26 novembre 2013 alle ore 18:30presso la Libreria Empiria(via Baccina 79)
presentazione del primo libro della collana SYN _ scritture di ricerca :
Figurina enigmistica
di
Mariangela Guatteri
edizioni IkonaLíberhttp://www.ikonaliber.com/
Introduce l'incontro
Marco Giovenale
Letture dell'autrice.
Sarà presente l'editore, Fabrizio M. Rossi.

La lettura su facebook: https://www.facebook.com/events/779606222056274/
§
Mariangela Guatteri (Reggio Emilia, 1963) vive a Montericco. È redattore di GAMMM, co-curatore  delle pubblicazioni bilingui Benway Series, e contribuisce a diversi blog dedicati alla scrittura di ricerca e all'asemic writing. Per una parte della sua vita si è occupata di arte visiva, didattica, tecnologie digitali e architettura dell’informazione. Ha pubblicato libri di poesia e in prosa, e alcuni suoi testi sono tradotti in francese e in serbo. Recentemente, in prosa: Casino Conolly, nel volume collettivo Ex.it 2013 (Tielleci, 2013), Il secondo nome (Arcipelago, 2012), Tavola delle materie (diyfferx, 2012), Nuovo soggettario (diyfferx, 2011). Il suo ultimo libro di poesia è Stati di assedio (Anterem, 2011 – Premio Lorenzo Montano). Diversi materiali – testi, opere video/visive, asemics – sono pubblicati in rivista e in rete. Alcune pagine di Figurina enigmistica sono state anticipate nel n. 16 de “L'Ulisse” (LietoColle, marzo 2013). 
Tracce e notizie del suo lavoro sono raccolte nel sito http://mariangelaguatteri.wordpress.com
§
EmpirìaVia Baccina 79 - 00184 Roma
tel. e fax 06 69940850
Direttore Editoriale: Marisa Di Iorio

lunedì 11 novembre 2013

sabato 9 novembre 2013

Roberto Cavallera / Riccardo Cavallo: t.a.g. IV-II



Roma, 14 novembre: presentazione di "Cinque testi tra cui gli alberi (più uno)", di Michele Zaffarano (Benway Series, 2013)

Giovedì 14 novembre 2013, alle ore 17:00
in Piazza Campitelli 3
presso la Sala Capizucchi del
Centro di Studi italo-francesi 
mappa ]
Presentazione di:

Cinque testi tra cui gli alberi (più uno)

di Michele Zaffarano
Pubblicato da Tielleci nella collana Benway Series
Interventi musicali di Luca Venitucci
Interventi critici di Massimiliano Manganelli
Coordina Luigi Magno
*
[L’Autore]
Michele Zaffarano. Per esempio: E l’amore fiorirà splendidamente ovunque (La Camera Verde, 2007), Il culto dei feticci nell’Italia contemporanea (La Camera Verde, 2007), A New House (La Camera Verde, 2008), Bianca come neve (La Camera Verde, 2009), Wunderkammer, ovvero come ho imparato a leggere (in Prosa in prosa, Le Lettere, 2009). Per esempio, sull’antologia Poeti degli anni zero (Ponte Sisto, 2011). Per esempio, su «il verri», su «Nuovi argomenti», su «Testo a fronte», su «L’Ulisse», su «l’immaginazione», su «Nioques», su «Or». Per esempio, traduce Pierre Alferi, Alain Badiou, Samuel Beckett, Olivier Cadiot, Isidore Ducasse, Jean-Michel Espitallier, Gustave Flaubert, Jean-Marie Gleize, Jean-Luc Godard, Emmanuel Hocquard, Véronique Pittolo, Georges Perec, Francis Ponge, Nathalie Quintane, Charles Reznikoff, Denis Roche, Christophe Tarkos, Voltaire. Per esempio, fonda il sito gammm.org. Per esempio, dirige la collana «chapbooks» (Arcipelago, Milano). Per esempio, installazioni sonore. Per esempio, ha girato Le vacanze della Camera (2012), Hamlet in the Dark Pt. II (2012), S. O. (2012). Per esempio, a «Ricercabo – Laboratorio di nuove scritture» (Bologna, novembre 2012).

venerdì 1 novembre 2013

Roma, 7 novembre: D.Abeni, V.Magrelli e L.Magno presentano John Ashbery, "Cento domande a scelta multipla" (Benway Series, 2013)

Giovedì 7 novembre 2013, alle ore 17:00
in Piazza Campitelli 3, Sala Capizucchi,
Centro di Studi italo-francesi
[ cfr. mappa ]
Presentazione di:

Cento domande a scelta multipla 

di John Ashbery
traduzione di Damiano Abeni e Moira Egan
[con disegni di D.Abeni]
Pubblicato da Tielleci nella collana Benway Series
Interventi di Damiano Abeni e Valerio Magrelli
Coordina Luigi Magno
*
Sfoglia il libro / Ordina
[L’Autore]
John Ashbery è nato a Rochester, nello stato di New York, nel 1927. Ha pubblicato oltre venti raccolte di poesie, la più recente delle quali è Quick Question (Ecco, 2013). Il suo primo libro, Some Trees (Yale University Press, 1956), venne scelto da W. H. Auden per lo Yale Younger Poets Prize. Il volume Self-Portrait in a Convex Mirror (Viking Press, 1975) è l’unico a cui siano mai stati assegnati tutti e tre i maggiori premi statunitensi per la poesia – il Pulitzer, il National Book Award e il National Book Critics Circle Award. Ha svolto un’intensa attività di critico d’arte, e un’ampia scelta delle sue “cronache artistiche” è stata raccolta nel volume Reported Sightings (Knopf, 1989). Le sue opere sono state tradotte in oltre venti lingue. In Italia, dopo un silenzio di oltre vent’anni, sono apparse due scelte di sue poesie: Fiumi di ali (Edizioni l’Obliquo, 2007) e Un mondo che non può essere migliore (Sossella, 2008) a cui è stato attribuito un premio speciale dalla giuria del Premio Napoli. È in preparazione per Mondadori l’integrale della sua penultima raccolta, Planisphere (2009). Abita a Hudson, nello stato di New York.
Benway Series

mercoledì 30 ottobre 2013

Rachel Blau DuPlessis, lettura di Renata Morresi @ Ex.it (il video)

Rachel Blau DuPlessis, lettura di Renata Morresi @ Ex.it – Materiali fuori contesto, Albinea 12-14 aprile 2013
Traduzione di Renata Morresi

martedì 22 ottobre 2013

barbarism / lyn hejinian. 2000


Theodor Adorno's often cited pronouncement that "To write poetry after Auschwitz is an act of barbarism" has to be taken as true in two ways. It is true, first, because what happened at "Auschwitz" (taken both literally and metonymically, standing for itself, for the other death camps, and also for what has occurred at numerous other atrocity sites throughout this century) is (and must remain) incomprehensible (literally unthinkable) and therefore, in the most vicious way, "meaningless"that is, it is not possible to make or discover meaning anywhere in the context of Auschwitz and moreover, ever since Auschwitz (i.e., henceforth in human history) everything exist in that context. All possibilities for meaning have been suspended or crushed. But Adorno's Statementncan be interpreted in another sense, not as a condemnation of the attempt "after Auschwitz" to write poetry, but, on the contrary, as a challenge and behest to do so. The word "barbarism", as it comes to us from the Greek barbaros, means "foreign"that is, "not speaking the same language" (barbaros being an onomatopoeic imitation of babbling)and such is precisely the task of poetry: not to speak the same language as Auschwitz. Poetry after Auschwitz must indeed be barbarian; it must be foreign to the cultures that produce atrocities. As a result, the poet must assume a barbarian position, taking a creative, analytic, and often oppositional stance, occupying (and being occupied by) foreignness - by the barbarism of strangeness.

Poetry at this time, I believe, has the capacity and perhaps the obligation to enter those specific zones known as borders, since borders are by definition addressed to the foreignness, and in a complete sense, best captured in another Greek word, xenos. It, too, means "stranger" or "foreigner", but in a sense that complicates the notion as we find it in barbaros. The xenos figure is one of contradiction and confluence. The stranger it names is both guest and host, two English terms that are both derived from the single Greek term and are thus etymologically bound in affinity. The guest/host relationship is one of identity as much it is of reciprocity. Just as a visitor may be foreigner to a local, so the local will be foreign to the visitor; the guest coexist as a host, the host as a guest. 

The guest/host relationship comes into existence solely in and as an occurrence, that of their meeting, their encounter. The host is no host until she has met her guest, the guest is no guest until she meets her host. Every encounter produces, even if for only the flash of an instant, a xeniathe occurrence of coexistence which is also an occurrence of strangeness or foreignness. It is a strange occurrence that, nonetheless, happens constantly; we have no other experience of living than through encounters. We have no other use for language than to have them. 



[cfr. Lyn Hejinian, Barbarism, in Ead., The language of inquiry
University of California Press, Berkeley-Los Angeles, 2000, pp. 318-336: 325-326]

domenica 20 ottobre 2013

EX.IT / Poesia, Prosa, Nuove Scritture, Arte Contemporanea / Dipartimento di Studi Umanistici - Università Roma Tre

Nell’ambito dei seminari di Critica letteraria organizzati dal dott. Ugo Fracassa sono previsti tre incontri: 22 ottobre - 19 novembre - 3 dicembre 2013
Dipartimento di Studi Umanistici - Università Roma Tre
via Ostiense 234-236 (fermata metro B Marconi)
aula 2 del dipartimenti di studi umanistici ore 17.00 – 19.00

Gli incontri, coordinati dal dott. Fracassa, saranno affidati a relatori interni al progetto EX.IT per impostare una riflessione su prosa e poesia di ricerca in Italia, e sulle relazioni del testo con l’arte contemporanea, la rete, le iniziative e le nuove correnti letterarie in area anglofona e francofona.

Martedì 22 ottobre 2013
Le nuove scritture. Inquadramento di EX.IT, come evento complesso e possibile caso di nuova iniziativa auto-organizzata nell’ambito delle scritture italiane di ricerca, in rapporto al contesto francese e anglofono degli ultimi decenni. Riferimenti all’editoria italiana attuale.
Relatore: Marco Giovenale

Martedì 19 novembre 2013
Tra ricerca e rielaborazione. Analisi e storia delle forme sperimentali nella poesia e nella prosa contemporanee, e dei loro legami con la tradizione letteraria del Novecento italiano ed europeo. Relatori: Luigi Severi e Simona Menicocci

Martedì 3 dicembre 2013
Il rapporto parola-immagine. Dialoghi e sovrapposizioni tra differenti ambiti artistici. Altre possibilità di scrittura in alcune esperienze italiane e straniere tra linguaggi verbali, multimediali e audiovisivi. Relatori: Mariangela Guatteri e Giulio Marzaioli.