martedì 3 giugno 2014

semplificazione / mg. 2013

   
Questa poesia è molto semplice.
Per evitare di creare difficoltà interpretative
diciamo subito che siamo al verso 3.

Quelli che seguono, compreso questo, sono “i versi seguenti”.
Non c’è metrica. Quasi ogni riga contiene un pensiero concluso e semplice.
È quello che qui si tenta di fare. Una poesia semplice.
I versi che seguono sono allora “i versi seguenti”.
Quelli che precedono sono invece “i versi precedenti”.
Questo verso qui è semplicemente “questo verso qui”.
È semplice.
Funziona con quasi tutti i versi.
Anche fuori da questa poesia.

Non c’è da aver paura, probabilmente.
Questa poesia non morde, non beve, non sporca la casa con inutili escrementi.
Nemmeno utili, per altro.

È come una poesia, così potete dire:
ho letto or ora una poesia che era proprio come una poesia.
(Ma probabilmente non era una poesia).
(O, se lo era, era molto semplice. E innocua).